Eccomi qui al tempo di un’epidemia…

Mi chiamo Francesca, e mi occupo di Gestalt coaching e di riequilibrio energetico attraverso la cromopuntura, una tecnica olistica che sfrutta le proprietà di luce e colore per riequilibrare energeticamente la persona.

Ovviamente anche io, come la maggior parte delle persone, mi sono trovata dall’oggi al domani a dover cancellare appuntamenti per l’emergenza del covid19; infatti anche se il Ministero inizialmente non metteva il divieto alle attività professionali di esercitare il proprio mestiere, mi sono sentita eticamente in dovere, per il bene della collettività, di sospendere la mia attività.

Per pochi secondi ho pensato che avrei potuto indossare guanti e mascherina, ma che trattamento energetico o sessione da coaching sarebbero stati? Lavorare distanti e con dei filtri tra me e il cliente, non sarebbe stata affatto la stesa cosa, e quindi un po’ amareggiata ho lasciato perdere.

In un attimo la quotidianità è cambiata, si è passati dalla modalità del fare alla modalità dell’essere. Il tempo è sembrato essersi fermato di colpo, lasciando spazio all’introspezione, recuperando la connessione con noi stessi, ritrovando così ciò che la nostra anima cercava da tempo!

E come se l’Universo avesse ascoltato tutte le volte che ognuno di noi ha usato l’alibi del tempo per non fare o dire certe cose, e ci avesse donato questa grande opportunità.

Personalmente ho avuto un attimo di smarrimento ed anche se non sono la libera professionista che pur amando follemente ciò che fa, sta avidamente in studio oltre il tempo che necessita per i trattamenti, ma adora anche stare con la sua numerosa e chiassosa famiglia( avendo tre figlie non ancora così grandi da essere autonome, non è facile trovare un momento di quiete J ) ho dovuto riorganizzare la mia giornata.

Un mio pregio tra i tanti difetti che ho, è che sono curiosa, e come diceva spesso durante i suoi interventi una trainer internazionale Talia bar-Joseph Levine, che ho avuto la fortuna di conoscere, la curiosità fa sì che si vada oltre, che ci si continui a formare, ad informare, pensando di non essere mai arrivati ad una verità assoluta, pensando che ogni giorno si può imparare qualcosa di nuovo.

A pensarci bene giàSocrate nel 400 a.c. scrivendo“So di non sapere”, si predisponeva mentalmente, ad essere aperto, sempre pronto ad apprendere cose nuove.

Così avendo molto tempo a disposizione leggo, studio, approfondisco argomenti relativi al mio lavoro e visto il periodo, sto approfondendo notizie relative al covid19.

Volontariamente lo chiamo con il nome tecnico e non con il soprannome Coronavirus, perché se ci pensiamo questo secondo termine, associa un termine che tutti temono e di cui tutti parlano in maniera negativa, ad un termine che ha per me, molto di positivo, Corona.

Quando penso alla Corona mi viene da pensare alla coroncina del rosario, piuttosto che alla corona di spine che indossa Gesù sulla croce, o distaccandomi dalla fede cristiana, e inoltrandomi nel campo energetico, il termine corona si rifà al settimo chakra che si chiama proprio chakra della corona.

Possedendo il primo livello Reiki, pratica spirituale giapponese che utilizza il tocco delle mani per riequilibrare le energie del paziente infondendogli benessere, so che il settimo chakra è situato all’estremità della nostra testa e al contrario degli altri sei, non governa l’attività di nessun organo ma è responsabile del funzionamento della ghiandola pineale e della corteccia cerebrale. Il chakra della corona è connesso ai nostri sentimenti più puri e disinteressati come la fiducia, la compassione, l’altruismo, il perdono. Dal punto di vista mentale la chiusura di questo centro energetico porta la persona ad allontanarsi dalla spiritualità e a concentrarsi sul materialismo; le persone che hanno disturbi al chakra della corona infatti hanno spesso paura della morte.

Ritornando al tema attuale di cui tutti parlano a mio parere anche troppo, mi piace sempre confrontare tutte le informazioni con le dovute accortezze della certezza delle fonti, e poi, a fronte di tutto farmi una mia idea di ciò che accade attorno a me.

Le notizie che sono più facili da reperire sono proprio quelle che intasano le nostre case a qualsiasi ora del giorno e della notte, le altre, quelle che preferisco, sono quelle che vanno scovate con impegno, quelle date dalle voci dei giornalisti fuori dal coro a cui non viene data la stessa opportunità di espressione degli altri.

Proprio ieri ho ascoltato un’interessante intervista di Marcello Pamio, uno scrittore laureato in fisica, che da anni si occupa di libera informazione, che quindi dà voce a medici e studiosi di spicco che però sono scomodi per i temi che trattano.

Il Dottor Francesco Oliviero, pneumologo e psichiatrada oltre trentacinque anni, si è esposto con una teoria che io sposo che però capisco essere un po’ lontano dal pensiero comune.

Il Dottor Oliviero ha esaminato cosa è accaduto negli ospedali di Brescia, relativamenteai casi di Covid 19: le persone che si presentavano solo con la febbre,avendo ricevuto la notizia di essere positivi al tampone, mostravano un quadro clinico che si aggravavanotevolmente, in un arco di tempo che varia dalle 12 alle 24 ore, fino alla comparsa di polmonite interstiziale, che significa che il polmone non riesce più ad espletare la sua azione ventilatoria e va in crisi respiratoria.

Tutto ciò ha un significato biologico…

Ricordando che noi siamo non solo corpo fisico ma abbiamo anche una mente e delle emozioni e spingendoci anche in ambito spirituale, abbiamo anche un’anima, interagendo con l’ambiente e ricevendo costantemente informazioni negative, si innescano una serie di meccanismi emozionali legati ai conflitti biologici (in questo caso il conflitto biologico è quello di morte) che si va a scaricare su un organo bersaglio che è proprio il polmone.

Trattasi di paure ataviche che arrivano da molto lontano e che riaffiorano alla nostra mente quando siamo in una situazione di allerta; in questo caso la psicosi di massa concentrata su questo virus, va ad indebolire il nostro sistema immunitario e in base alla metamedicina, che è una medicina psicosomatica, incentrata sulla ricerca della causa emozionale responsabile dei disturbi fisici, il polmone rappresenta la vita (ricordiamoci che quando veniamo al mondo facciamo il nostro primo respiro e quando moriamo esaliamo l’ultimo respiro). Ecco perché quando si presentano problemi o malattie polmonari questi sono spesso associati alla paura di morire.

Altri ricercatori e medici come il Dottor Montanari, il DottorMoscarella, e il Dottor Cerruti, per citarne solo alcuni, si chiedono perché si faccia del procurato allarme, se l’allarme non c’è! Se prendessimo i dati di mortalità di influenza dell’anno scorso, capiremmo che i morti per influenza sono ogni anno molti e ci si chiede il perché solo quest’anno ci sia questo allarmismo!

Forse dietro questo terrorismo psicologico c’è un problema sociale di organizzazione sanitaria; sono infatti dieci anni che vengono fatti molti tagli a livello sanitario, sia di tipo strutturale (molti piccoli ospedali sono stati chiusi) sia di personale addetto che viene sottopagato rispetto al rischio a cui è sottoposto e che deve lavorare in condizioni a volte disumane.

Un altro aspetto di cui alcuni medici che restano nell’ombra (non per loro volere) hanno parlato, è che si sta lottando contro un virus non pensando che noi siamo composti al 90% da microbi; si parla infatti di Microbiota(popolazione fatta di batteri, funghi e virus)che vive all’interno del nostro organismo da quando siamo in vita.

I virus, dice Oliviero, sono informazione di tipo elettromagnetico che ha lo scopo di replicarsi nelle cellule, nel DNA della cellula; sappiamo chenoi abbiamo cento mila miliardi di cellule e abbiamo molti più batteri, si parla infatti di un milione di miliardi di batteri.

I virus a loro volta sono mille volte di più dei batteri e si trovano nel nostro DNA in quello chiamato DNA NO SENSE; sono virus ancestrali che hanno permesso la vita umana, e quindi cercare di andare contro i virus significa andare contro di noi, contro la nostra essenza.

Il covid19 è stato definito da molti medici “virus ubiquitario”, significa che è ovunque (se si facesse il tampone a tutti gli italiani lo troveremmo sull’80 %delle persone che non significa che sono malati, ma sono portatori sani), ma anche questa è un’informazione che non viene diffusa dai mediae che se fosse messa a disposizione della popolazione, placherebbe sicuramente gli animi.

Sicuramente esistono tante opinioni, tante teorie al riguardo di tutta questa situazione quasi surreale e nessuno di noi sa quale sia la verità; questo è ciò che ho approfondito e che risuona con il mio essere, con la mia coscienza.

Certo è che bisogna scegliere se vivere questo tempo, come tutta la vita,nell’amore o nella paura.

La scienza spiega che nel nostro cervello abbiamo una piccolissima ghiandola, detta ipofisi,che svolge un ruolo centrale nella reazione fisica dell’uomo agli input ricevuti dall’esterno. La parte anteriore di questa ghiandola si chiama adenoipofisi e secerne ormoni mestruali, ormoni della tiroide, ormoni della crescita,e ormoni dello stress,prolattina e cortisolo.

La parte posteriore è detta neuroipofisi e secerne sia ossitocina,ossia l’ormone dell’amore (prodotta durante l’atto sessuale, il parto e l’allattamento) sia ADH ossia l’ormone della paura, che funge da antidiuretico. La cosa particolare è che la neuroipofisi non può secernere contemporaneamente questi ormoni ma solo uno alla volta. Queste due condizioni contemporaneamente sono impossibili proprio perché il contrario dell’amore è proprio la paura e quindi anche in natura il corpo fa una scelta: o sceglie l’amore quindi vibra ad una frequenza alta di 150 Hz (che è la frequenza dell’amore incondizionato) riuscendo a produrre ossitocina, oppure vivendo nella paura, quindi vibrando una frequenza compresa tra i 0,2 e i 2,2 Hz, produrrà l’ormone ADH e sarà più vulnerabile ad ammalarsi (tutto ciò è spiegabile attraverso la legge di risonanza).

Sembra che la Natura si stia ribellando al nostro agire nell’ individualismo, nei soprusi, nella violenza, nell’avidità, nella poca comunicazione, sembra che ci abbia isolato volutamente per farcicomprendere l’importanza del contatto umano, dei piccoli gesti a cui non davamo più importanza… un bacio, un abbraccio, una stretta di mano. Tutto ciò ci dovrebbe far riflettere sull’importanza della Vita, intesa come il godersi le piccole cose, rispettare la Natura, godersi la famiglia, vivere sentimenti di solidarietà, di vicinanza, di condivisione.

Io ho scelto di vivere nell’amore, ho scelto di vibrare ad alte frequenze, ho scelto di vivere il presente con pensieri di gratitudine e perdono, ho scelto di godermi a pieno la mia famiglia che si sottopone felicemente ai miei trattamenti energetici auspicando in un futuro migliore per tutti!

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